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PRODUZIONI
le nuove produzioni
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Luni Festival collabora con: Versilia Jazz Festival, Isabella - Network internazionale Donne in Arte

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EDITH Giovanna Gassion....alias PIAF

con
Anna Maria Castelli
I Virtuosi Italiani - Massimo Mercelli (flauto)
Simone Guiducci (chitarra) - Thomas Sinigaglia (fisarmonica)

lo spettacolo è una produzione di:

Emilia Romagna Festival
Via Appia 92/B - 40026 Imola (BO)
+39.0542.25747 - Fax +39.0542.612972 info@emiliaromagnafestival.org

Il progetto è disponibile in due versioni:

* con Il Quintetto d’archi de’ I Virtuosi Italiani più i solisti (voce, flauto traverso, chitarra, fisarmonica)

* con l’organico integrale de’ I Virtuosi Italiani (16 elementi) più i solisti (voce, flauto traverso, chitarra, fisarmonica)

Entrambi sono distribuiti da “Emilia Romagna Eventi” Società cooperativa a.r.l. - Sede legale: Via Emilio Dandolo 18 - 47100 Forlì (FC) - Sede amministrativa: Via Appia 92/B - 40026 Imola (BO) Tel.: +39 0542 25747 - fax: +39 0542 612972 - codice fiscale/Partita IVA: 02314871209

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TU NON ERI CHE LA NOTTE (two years later)

di Abner Rossi
Musiche di U. Bindi, J.Brel, P.Ciampi, P.Conte, F.De André,
S.Gainsbourg, B. Lauzi, G.Paoli

con:

ANNA MARIA CASTELLI e OMERO ANTONUTTI

e con:
SIMONE GUIDUCCI (chitarra)

Un uomo ed una donna di età diverse vivono una storia d’amore come tante che, come tante, si conclude. La sua conclusione però non ha cancellato l’amore fra i due protagonisti che proseguono un dialogo a distanza. Così, mentre lui scrive una lettera che, oltre ad essere rivolta all’amata, è motivo di riflessione sulla propria vita e sui meccanismi ed abitudini che la caratterizzano, lei gli risponde attraverso una serie di canzoni che sono le sue risposte ai sentimenti che lui descrive e narra.

In “Tu non eri che la notte” i brani musicali ed il testo originale rappresentano una metafora della vita ed offrono “stazioni” di riflessione, di poesia, di ricordi, scandite da veri e propri capolavori della canzone di autori come Umberto Bindi, Bruno Lauzi, Fabrizio De André, Jacques Brel, Paolo Conte, Serge Gainsbourg, Piero Ciampi e Gino Paoli.

Questo “Songspiel” originale di Abner Rossi nasce per l’incontro di una musicista e “cantattrice” come Anna Maria Castelli, d’inesauribile curiosità intellettuale ed artistica con la Voce “principe” del teatro e del cinema italiano, l’attore Omero Antonutti, che con questo lavoro torna in Teatro, dopo tanti anni di assenza dovuta alle sue partecipazioni cinematografiche (dai fratelli Taviani a La ragazza del lago, Io e Napoleone di Paolo Virzì e Miracolo a S.Anna di Spike Lee).

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MITI DEL TANGO

Anna Maria Castelli e Luis Bacalov

Il progetto “Miti del tango”, che vede protagonista il pianista, compositore e Direttore d’Orchestra argentino Luis E. Bacalov, già premio oscar per la colonna sonora del film con Massimo Troisi, Il Postino (del regista Michael Radford), e Anna Maria Castelli, voce stabile della produzioni tango di Bacalov, ma anche protagonista, al fianco di Giorgio Albertazzi, dello spettacolo teatrale “Borges in tango”, è nato a seguito dello straordinario successo che l’ultimo CD inciso da Luis Bacalov, “La meravigliosa avventura di Carlos Gardel” (produzione Life srl, distribuzione dei “Materiali musicali del Manifesto”), ha riscosso in Italia e all’estero.


Miti del Tango raccoglie in sé e si esplicita con riletture e riscritture originali (di Luis Bacalov) eseguite per piano solo, come La Cumparsita di Contursi, Madreselva di Amadori, l’indimenticabile “El Choclo” di Villoldo y Discepolo ma anche l’originale omaggio di Luis Bacalov a Gardel, composto in occasione della registrazione del suo disco, Ricercare Baires 1 o A media Luz unite a composizioni straordinariamente interpretate da quella che viene ormai considerata “la voce del tango”, Anna Maria Castelli, l’unica cantante europea a cui, dopo Milva, sia stato permesso cantare tango in Argentina. La sua voce farà rivivere le cristalline atmosfere di El dia que me quieras di Gardel, la forza di uno dei più bei tanghi di Discepolo, Cambalache, la straordinaria sensualità di Fumando espero di Masanas, l’affascinante, Balada para un loco di A.Piazzolla……per citarne solo alcune.

Una breve ma intensa “storia del tango” raccolta in queste composizioni, una elegante e raffinata rivisitazione di un repertorio che, con la sensibilità di due artisti come Luis Bacalov e Anna Maria Castelli, è riuscita a mantenere intatte ma, al contempo, rinnovate, le canzoni che hanno accompagnato intere generazioni di tangueiri di oltre Oceano.

“Miti del Tango è un Recital che considerando Carlos Gardel come vertice e mito massimo del tango, cerca di attraversare e ri-tracciare le direttirici di una breve storia del tango argentino e di dare a questo prezioso genere musicale la prospettiva di un repertorio classico. Come Luis Bacalov sostiene: “questo concerto è una sfida, forse un po’ presuntuosa, credendo che il tango in generale e in particolare Carlos Gardel ed Astor Piazzolla si possano suonare in un “recital” e che possano convivere alla pari, dignitosamente, insieme a Ginastera, Cervantes, Villalobos o Juan José Castro, ma anche alla grande tradizione della musica “colta” dell’Occidente che, non bisogna dimenticarlo, ha attinto tante volte alla musica popolare, contadina e urbana. La coniugazione della straordinaria popolarità e vitalità del tango con la raffinatezza della interpretazione dello stesso Luis Bacalov e di Anna Maria Castelli è lo scopo principale di questo concerto e rappresenta anche il motivo per cui Anna Maria Castelli e Luis Bacalov hanno deciso la formazione di questo duo.”

Luis Bacalov ed Anna Maria Castelli hanno quindi voluto “parlare di tango” inteso come storia di popoli e come storia dei contributi internazionali che hanno portato all’affermazione della musica rioplatense……. respingendo o, almeno in parte, tentando di respingere gli imprecisi e ripetitivi “luoghi comuni” di moltissime cover nazionali ed europee.

Commento personale di Luis Bacalov

”Miti del tango” nasce dalla mia lunga esperienza con questo repertorio perché lo eseguo e “rileggo” da tanti anni. L’operazione che ho fatto nella prima parte dello spettacolo è stata quella di inserire in mezzo a tanghi di area popolare tanghi di area classica, senza alcuna distinzione. In altre parole, ho fatto un lavoro di rielaborazione su questo repertorio, rivisitando e rileggendo alcuni brani originali come pezzi per piano solo da eseguire nei concerti. Nella seconda parte, il repertorio è prettamente popolare come lo è stato effettivamente, nella storia del tango, quando la voce ha affiancato l’esibizione solo strumentale. Qui troviamo brani molto conosciuti, soprattutto in Argentina, meno in Italia dove il pubblico ha iniziato ad apprezzare questo genere solo dopo aver conosciuto Piazzolla.

Io e Anna Maria Castelli ci conosciamo da molti anni e abbiamo collaborato anche precedentemente. La stimo molto professionalmente: ha un perfetto accento spagnolo e argentino e soprattutto ha un modo intenso, ricco e spesso unico di mettersi al servizio di queste musiche.

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IMPRESIONES Y PAISAJES

"la poetica di Federico Garcia Lorca e Pablo Neruda"
con: Anna Maria Castelli (voce), Stefania Tallini (pianoforte), Omero Antonutti (voce recitante)

Regia di Abner Rossi

composizioni originali jazz di Stefania Tallini
su testi di Federico García Lorca e Pablo Neruda

Questo progetto nasce dalla percezione di ciò che un testo poetico può rappresentare: parola come suono, parola come linguaggio musicale che va oltre il significato, parola come ritmo imprevedibile che può diventare altro, altro canto, raccontato con suoni nuovi che al testo stesso si fondono.

La mia idea di comporre musica per gli straordinari testi poetici di Lorca e Neruda nasce e si sviluppa intorno alla voce calda, drammatica, profonda di Anna Maria Castelli. Musica scritta immaginando la sua interpretazione dei testi e dei suoni che su di essi ho composto. Scrittura nata d’istinto, seguendo il suono delle parole, seguendo la metrica musicale sottesa al testo; musica che si è lasciata condurre dalla poetica, in impressioni e paesaggi emotivamente forti, che per questo si sono trasformati in suono.
Stefania Tallini

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LA MERAVIGLIOSA AVVENTURA (del tango)

MUSICAL

la storia del tango secondo Luis Bacalov
Regia di Abner Rossi

Nelle riletture per orchestra, pianoforte, voce e coreografie danzate Luis Bacalov riscrive una intensa “storia del tango” per spiegarne un percorso ed una evoluzione (che per tanti versi assomiglia a quella del jazz) come fusione e sintesi di generi musicali e di modi di intenderne le scritture. Ma non si tratta solo di questo: il tango si sviluppa a seguito di una violenta e colossale emigrazione di decine di milioni di cittadini europei verso i Paesi del Sud America e soprattutto verso l’Argentina e l’Uruguay, collocandosi in quella precisa zona di mezzo che è il Rio della Plata. Proprio per questo il tango descriveva e continua a descrivere modi di vivere, esistenze e relazioni andando così in profondità nel vissuto dell’emigrazione da stabilire anche una nuova lingua, il lunfardo, che riassumeva tutte le lingue degli emigranti e, nel caso di comunità molto ampie come quella italiana, i dialetti. Di questo parla questo spettacolo che riassume molti dei linguaggi artistici con i quali il tango si è fatto conoscere in Europa fino a diventare fenomeno artistico di massa.

Con:
Luis E. Bacalov – direzione d’orchestra e pianoforte solista
Anna Maria Castelli – voce
Orchestra d’archi G. Tartini ( 24 elementi )

Coreografie danzate
Tre coppie di ballerini ( Maestri internazionali )

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JAZZ NUDO

Jazznudo è un concerto per chitarra e voce nel quale la sperimentazione sulla rarefazione dei suoni vocali e strumentali viene estremizzata come ipotizzando un processo di semplificazione che riduca e talvolta elimini ogni ridondanza. Come spesso accade, non solo nella musica, si scoprirà che la semplificazione può essere estremizzata fino a fornire nuove e complicate vie di comunicazione dove il vuoto, la pausa e perfino l’interruzione possono assumere la caratteristica di una inconsueta ricerca vocale e musicale, fornire nuovi spazi creativi e perfino dare vita a ricercate forme di divertimento. E’ in questo luogo fisico, oltre che musicale, che si colloca questa sperimentazione di Simone Guiducci ed Anna Maria Castelli.

Certo che il titolo di questo nostro concerto dà la sensazione di aver già letto da qualche parte qualcosa di simile, comunque qualcosa di non originale. Ed infatti l’abbiamo mutuato parafrasando ben altre professionalità che, a detta della critica e per il successo di pubblico, sono state una straordinarietà illuminante nel panorama musicale italiano di questi ultimi due o tre anni.

Ma, nella nostra modestia, consapevoli di aver perso in partenza qualsiasi competizione con altre musiche nude e perfino convinti di avere mezzi appena sufficienti a disposizione, ci siamo voluti sperimentare partendo dall’assunto che anche il jazz possa essere semplificato a pochissimi rarefatti suoni fino a complicarlo all’estremo, lasciando al clima, all’impatto con il pubblico, alla speranza di farcela ed alla improvvisazione (musicale, ma anche umana) gli accadimenti estemporanei di una serata qualsiasi.















21/02/2007

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